Facciamo finta che nessuno stia facendo finta, ignorariamo i problemi, rimandiamo le decisioni, godiamoci la partita in santa pace, minimizziamo.. Discutiamo sì, ma di come si deve discutere, non di cosa. Facciamo finta che la forma sia più importante della sostanza, che l’uomo ben vestito sia migliore dello straccione, che chi ha una bella casa sia più onesto di uno che vive in una baraccopoli . Ignoriamo i problemi e le loro soluzioni. E ci va bene, ci accontentiamo. Sì, ogni tanto qualcuno si lamenta, qualcuno s’arrabbia, ma in fin dei conti si fa finta di lamentarsi ed anche d’arrabbiarsi, come se fossimo tutti protagonisti d’una fiction in cui, non appena la telecamera si spegne, arriva la truccatrice a tamponarci la fronte. Ma sappiamo tutti che non è così. Eppure continuiamo a fare finta di non saperlo ed anche di non sapere perché facciamo finta di non sapere perché facciamo finta. Quindi non potete fare finta di non aver capito il senso del discorso… ti ho visto, stai facendo finta! :D AA.VV
Non so a voi ma a me questo pezzo fa irrefrenabilmente muovere la testa su e giù.. C'è come una mitraglietta in sottofondo che mi spara addosso per farmi muovere e dimenare a tempo.. L'associazione tra questi tre minutini di Madness e il fenomeno della musica i-doser, psichedelia o musicoterapia in generale mi pare inevitabile e questo nuovo pezzo - non presente nel vecchio mdma - mi sembra tra i più riusciti sotto questo punto di vista. Tra l'altro è l'aggiunta dove Madness risponde alle critiche -che io stesso maligno cercavo di raccogliere in passato- che lo vorrebbero più concettuale come ai tempi lontani degli inquilini.. Poco importa.. la musicodipendenza credo sia l'obiettivo dichiarato di questo disco e il remix lo riafferma inequivocabilmente..
Prima che mi prenda a male Maddy, fai un altro remix e allunga questa meravigliosa quanto breve traccia !!
Qualche settimana fa ad anno zero, prima del della bocciatura del lodo Alfano, l'ex direttore trombato del corriere Paolo Mieli, sotto lo sguardo magnetico di Bondi, alla domanda di Santoro se ritenesse legittimo il lodo Alfano risponde civettuolo che si c'era l'esigenza di una maggiore tutela per le più alte cariche dello stato, ma che se gli avvocati di Berlusconi continuavano a querelare i giornali anche i giornalisti avrebbero avuto bisogno di una qualche immunità.. Adesso De Bortoli lamenta di avere perso una causa per diffamazione nei confronti del premier, mostrando però come il corriere non sia in realtà un giornale così ostile e prevenuto nei confronti del governo e reclamando un minimo di autonomia critica.
Avvinghiati come sono alle loro poltrone o bramosi di riaverle indietro non se lo sognano nemmeno di sostenere, come faceva qualche tempo addietro il tanto criticato Grillo, che la causa prima del loro asservimento al potere politico sono i finanziamenti pubblici all'editoria e che solo attraverso la loro abolizione sarebbe possibile liberare definitivamnete l'informazione in italia.. Purtroppo il loro triste ruolo sembra invece destinato a essere in eterno quello di mediatori e equilibristi tra le forze politiche che li tengono ben stretti per le palle e li trasferiscono a loro piacimento da un giornale all'altro in base alle esigenze del momento..
I poteri forti del paese hanno seriamente deciso di togliersi di mezzo Berlusconi e, benchè lo stesso si sforzi di mostrare come decisione politicizzata quella della Consulta, mi pare evidente che all'attacco nei suoi confronti abbiano partecipato settori non certo qualificabili come di “sinistra”.. A cominciare da Fini che ha dichiarato prima della decisione sul Lodo, che vi avrebbe rinunciato in caso di conferma, e ora pare lo si veda girare con Montezemolo di Confindustria.. Passando per l'autorità antitrust che condanna Mediobanca per pubblicità ingannevole.. Pure Cossiga, quello invischiato coi servizi segreti, consiglia al premier di farsi votare la sfiducia e rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato, nella speranza di un rimpasto di governo successivo. Per non contare le indagini giudiziarie fioccate contro FI: prima Letta, poi Alfano e ancora la Prestigiacomo.. Lo scudo fiscale poi sembra tanto l'estremo tentativo del governo di accaparrarsi l'appoggio delle mafie per ottenerne il determinante appoggio alla guida del paese..
Ora, la regola preferita dell'unica e sola partitocrazia che ci governa è sempre stata quella per cui la legge si applica ai nemici e si interpreta invece a favore quando si debbono assolvere degli amici. Il differente orientamento della Corte Costituzionale ricordato da Napolitano in occasione del primo rinvio del lodo alle camere (e che sentite invocato a difesa del premier dai vari Gasparri, Capezzone ecc.) altro non sarebbe quindi che il precedente tentativo della sempre più “malata” giustizia italiana di interpretare la legge per assolvere i suoi vecchi "amici" .. La giustizia non è di sinistra come dice Berlusconi !! E' solo la più importante parte malata del sistema assieme a tutto il resto !! Teniamolo bene a mente e non facciamoci fregare anche da questa probabile tangentopoli !!
“ L'unico scontro possibile e tra parti di popolo che vivono gomito a gomito e non si accorgono di essere identiche !! ”
L'Eneide è un poema epico della cultura latina scritto dal poeta e filosofo Virgilio nel I secolo a.C. (più precisamente tra il 29 a.C. e il 19 a.C.), che narra la leggendaria storia di Enea, principe troiano figlio di Anchise, fuggito dopo la caduta della città, che viaggiò fino all'Italia diventando il progenitore del popolo romano. Enea racconta la sua storia e le sue vicende e i fatti che hanno provocato il fortuito arrivo della sua gente da quelle parti. Comincia la sua narrazione da poco dopo gli eventi descritti dall'Iliade di Omero. L'astuto Ulisse aveva trovato il modo di riuscire ad entrare a Troia: aveva fatto costruire un enorme cavallo di legno, che avrebbe racchiuso nascosti al suo interno lui e alcuni dei migliori guerrieri greci. Usciti nottetempo dal cavallo, i guerrieri greci avevano cominciato a mettere Troia a ferro e fuoco. Enea, svegliato all'improvviso dal fantasma di Ettore aveva visto con orrore che cosa stesse succedendo alla sua amata città natale. Radunati alcuni guerrieri, organizzò la fuga dalla città: Il capo troiano assistette anche alla barbara uccisione del re Priamo. Allontanatisi dai luoghi più pericolosi, Enea si imbatté nella bella Elena, causa prima -secondo il mito- di tutta quella rovina e fu preso dal desiderio di ucciderla, ma venne fermato dalla madre Venere, che gli aveva detto invece di fuggire e di uscire dalla città insieme alla sua famiglia. Enea racconta quindi la sua fuga con il figlio Julo e portando sulle sue spalle il vecchio padre Anchise, mentre sua moglie Creusa non era riuscita a rimanere con loro ed era perita nella catastrofe generale.
Mentre il viaggio di Ulisse era un viaggio di ritorno, quello di Enea un viaggio di rifondazione proiettato verso l'ignoto; la guerra nell'Iliade era una guerra di distruzione, quella di Enea è rivolta alla costruzione di una nuova città e di una nuova civiltà; (..) Enea, ancora una volta dimentico dei Fati, cade nell'incerto se stabilirsi in Sicilia o cercare il Lazio. Enea e i suoi seguaci sbarcano a Cuma, in Campania, dove Enea si reca nel tempio di Apollo, oracolo celeberrimo nell'Italia di quel tempo. La somma sacerdotessa di Apollo, la Sibilla Deifobe di Glauco, invasata dal dio durante il vaticinio, gli rivela che riuscirà ad arrivare nel Lazio, ma la nuova patria potrà essere conquistata solo a prezzo di lotte e guerre (..) Giunti alla diramazione tra la via per il Tartaro e quella per i Campi Elisi, incontrano lo spettro del poeta Museo che porta Enea dal padre Anchise: Enea è turbato dal non poterlo riabbracciare per la sua incorporeità, ma il padre lo conforta. Anchise mostra al figlio i grandi uomini che nasceranno dalla città che Enea stesso con la propria discendenza contribuirà a fondare, ovvero i grandi personaggi di Roma che otterranno gloria nelle belle arti, nella scienza o nel foro, ma i Romani governeranno i popoli con la sapienza delle leggi, perdonando ai vinti e annientando i superbi sediziosi: Tu regere imperio populos, Romane, memento / pacique imponere morem / parcere subiectis et debellare superbos (Aen. VI, 851-53)
La città, costruita nell'800 A.c., dal nipote di Enea, tale Romolo, che la eresse dopo aver ucciso il fratello suo Remo, sorgerà sul Palatino, dopo la morte del nonno che fu proprio Enea e che continuerà a vivere per sempre sotto le sembianze di un immortale, di un essere divinizzato dagli Dei. La città di Roma vivrà fino alla morte, nel 476 D.c., dell'ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, che segnerà la definitiva sconfitta della città e la sua distruzione ad opera dei Barbari.
Il riciclaggio di denaro è l' immissione in un ciclo economico ordinario di un ricavo di provenienza delittuosa, con il preciso scopo di non far più risalire alla vicenda originariamente delittuosa, generando confusione e depistaggio.
L’incriminazione del riciclaggio nel calcio costituisce uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. I prezzi per i giocatori infatti, che possono sembrare irrazionali e difficili da controllare, offrono ampissime opportunità favorevoli al riciclaggio e legate soprattutto ai trasferimenti dei calciatori effettuati in tutto il mondo .
Inoltre sotto l’aspetto culturale il calcio ha uno status a cui molte persone vorrebbero essere associate e i criminali spesso cercano uno status al di fuori del loro mondo per accattivarsi le simpatie della gente. I club calcistici infatti sono profondamente radicati nella società e quindi rappresentano un modo estremamente allettante per entrare nell’establishment di città e comuni. Così le mafie si garantiscono anche un consenso sociale che possono utilizzare per le finalità illecite più disparate..
Nuove forme di comunicazione si offrono alle nostre orecchie ma c'è ancora chi non lo vuole capire e si ostina a separare il serio dal faceto, il lavoro dallo svago, l'educazione tradizionale dei banchi di scuola dall'intrattenimento musicale puramente sballone. E no, le due cose possono andare di pari passo ed anzi è più naturale che sia così, perchè è solo dalla combinazione tra cultura e divertimento che può sorgere autentica responsabilizzazione e quindi efficace comunicazione. La commedia, la satira, il cinema sono e resteranno sempre i più potenti strumenti di emancipazione sociale..
..liberamente ispirato al film " il Nome della rosa" oltre che alle parole di Nesli nell'album Basley Click
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★ Mille specchi infranti non portano il male di un solo cervello infranto..(Suspiria)
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